I.CO.MA.

I.CO.MA. Home Page
home > Il restauro monumentale
Simboli

Il restauro monumentale

Il restauro più significativo eseguito da I.CO.MA.® risulta essere la torre campanaria di San Zeno a Olgiate Molgora (LC).

I lavori compiuti sono costituiti nell’asportazione di tutto l’intonaco, la pulizia della muratura in pietra per un’altezza di circa 16 metri, con rimozione del legante in calce quando inconsistente e il distacco dei sassi pericolanti o comunque mobili. A questa operazione preliminare è seguita una pulizia più accurata con sabbia fine e spazzolatura manuale; sulla muratura così “a nudo” si è provveduto, dopo ripetuti lavaggi con acqua, a nuova stilatura delle pietre con malta composta da calce idrata, grassello di calce cotto con legno di castagno, stagionato ventiquattro mesi, sabbia vagliata da arenarie, con aggiunta di terra d’ombra, un colorante naturale questo, dosato in percentuale costante per ottenere un effetto ambrato che armonizzasse con i sassi di varia natura realizzando un effetto di coesione cromatica tra i molteplici componenti della muratura da lasciare a vista.

Le stilature della muratura sono state spazzolate a fresco, leggermente in arretrato per ottenere un buon effetto di “mosso” a luce radente. Sono state messe in evidenza, tamponando circa 12 cm di profondità ed intonacato con uguale tipo di malta di calce, le feritoie e le finestrelle ad arco in cotto portate alla luce con la rimozione dell’intonaco.

Tutte le pareti sono state trattate con una protezione idrorepellente, trasparente e non lucida, a base di silossilani.

Per il sopralzo ottocentesco, oltre al distacco del rivestimento, si è provveduto, dove occorrente, al rinforzo della muratura in laterizio,quindi alla posa di nuovo intonaco rustico a calce.

È stata infine decisa l'applicazione, con frattazzo metallico ben passato fino a ottenere una superficie liscia e continua, di un intonachino la cui colorazione è un dosaggio misurato di cocciopesto e polvere fine di marmo di Zandobbio e giallo Mori.

Nel contempo si è provveduto alla posa delle coperture e scossaline in lastra di rame 10/12, opportunamente piegate a gocciolatoio, sovrapposte e saldate in luogo con stagno, fissate con tasselli e ponendo borchie di rame, sigillate con rame e stagno, a copertura delle viti di fissaggio: un lavoro che desse garanzie per un lungo periodo; inoltra veniva intonacata con strollatura rustica, la volta della cella.

Venivano altresì intrapresi i valori per il restauro di tutti gli elementi in arenaria, della fascia marcapiano in cotto e della statua del Redentore inclusa la banderuola in ferro e rame trattata, a terra, dopo accurata pulizia con fosfatanti.

Vista la grave condizione di degrado del materiale lapideo, è stato necessario un preconsolidamento con pennellate di etilsilicati, date a ciclo continuo perché il prodotto perdeva il suo effetto all'evaporazione del solvente; gli etilsilicanti non alterano il materiale da trattare ma sviluppano legami che legano i cristalli della pietra una volta decorsi.

Dopo questa operazione di salvataggio si è provveduto alla pulitura effettuata in modi diversi a seconda del materiale e del grado di sporcizia: impacchi di pasta di cellulosa con carbonato d'ammonio, in due riprese, e seguente lavaggio con acqua deionizzata, pulizia circoscritta con tamponi di cotone idrofilo e carbonato d'ammonio e l'ausilio di aria compressa con sferette in vetro (meno aggressiva delle particelle di sabbia), pulitura meccanica-manuale, impacchi localizzati d'acqua, rimozione di macchie oleose consistenti con sverniciatore neutro e an-btilamina, disinfestazione da muschi e licheni con biacido a base di Sali d'ammonio con conseguente accurato lavaggio per rimuovere ogni traccia del prodotto ed, eventualmente, nei casi più ostinati, pulitura meccanica con bisturi, spatole e microtrapani.

Quindi si passò al fissaggio delle parti pericolanti con perni in acciaio inox o vetroresina bloccati con resine epossidiche, al costipamento di venature e crepe profonde con iniezioni di resine al poliestere e finitura superficiale con malta di calce e terre naturali.

Il consolidamento è stato realizzato con applicazione di etilsilicato con catalizzatore dell'idrolisi fino a completo assorbimento del prodotto, infine è stata data una protezione finale con applicazione a pennello di idrorepellente a base di silossilani.

Analoghi trattamenti sono stati riservati alle fiamme decorative per le quali è stata necessaria anche la completa ricostruzione di alcune delle basi con resine e polveri d'arenaria, dopo aver preso il calco, in cima al campanile, dell'unico pezzo ben conservato. Le fiamme, già rinvenute al piede della torre e qui risanate, sono state infine ricollocate sui sostegni, a circa 30 metri dal suolo, su perni in acciaio inox, zancate agli appositi ferri d'ancoraggio già presenti.

Uguali procedure si tennero per la fascia marcapiano in laterizio a vista, dove si rese necessario l'inserimento di mattoni usati, di recupero, in luogo dei mancanti, e la sigillatura dei giunti con malte di calce e cocciopesto.

A finitura delle facciate, in corrispondenza dei pilastri d'angolo (paraste) all'altezza della cella campanaria, si decise per una velatura, realizzata con aerografo a bocca, in più riprese, a base di pigmenti naturali (terre) e cere.

Oggetto di cura sono stati anche i quadranti d'orologio, riposti nell'identica posizione e uguale misura dei precedenti (dei quali non era rimasta che una debole traccia) e per la quale è stata scelta la tecnica raffinata del graffito: su uno strato di intonaco di calce colorato con pigmenti in polvere dosati per dare allo stesso un tono bruno-ruggine, si è stesa una ulteriore mano di intonaco levigato con cura.

Inoltre è stata rifatta la meridiana, nella posizione in cui è stata rinvenuta: dopo il consolidamento dell'intonaco di fondo con latte di calce e Primal, sono state sigillate le crepe presenti, tracciate le linee segnaore, sulla debole traccia ancora visibile, con tinte a base di calce, applicato un nuovo stilo, proveniente da recupero, trattato con fosfatante, armonizzato il colore del pannello con una velatura di colore a calce applicato con aerografo ed infine trattata la superficie con consolidanti e protettivi a base di etilsilicanti.

Infine il restauro del campanile ha coinvolto la sistemazione di una piccola area a base della torre, lastricata in pietra a spacco, il ridisegno delle recinzioni a cancellata esistenti per consentire una agevole vista del manufatto da campo sportivo.